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Visita al Campo di Westerbork dove fu detenuta Anna Frank

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Drenthe è stata un’area rurale poco abitata, conosciuta soprattutto per i dolmen costruiti intorno al 3500 a.C. famosi grazie al libro di Johan Picardt sulle antichità dei Paesi Bassi. I centri urbani più interessanti da visitare sono il capoluogo Assen, Emmen, Meppel e Hoogeveen.

L’area è inoltre nota per il campo di concentramento dove è stata tenuta prigioniera Anna Frank, prima di essere trasportata al campo di sterminio. Questo era inizialmente destinato ad accogliere profughi agli ebrei in fuga dalla Germania nazista. Solo successivamente è stato trasformato dagli stessi in luogo dove imprigionare gli ebrei olandesi.

Hunebedden: le pietre giganti simbolo della provincia olandese

Il simbolo tipico di Drenthe è costituito dagli hunebedden, costruiti dai contadini oltre 5000 anni fa. Tombe composte da enormi pietre, ognuna delle quali pesa fino a 40 tonnellate. Queste risalgono alla penultima era glaciale e sono il monumento più antico esistente in Olanda. Un tempo la popolazione era convinta che queste pietre venissero realizzate dai giganti, poi la storia ha chiarito che sono il frutto di un metodo di sepoltura delle popolazioni antiche insediate a Drenthe.

Presso il Museo Hunebedcentrum di Borger è possibile scoprire tutto su questi popoli e anche sui dolmen. Ci sono tantissimi oggetti rari e altri ricostruiti per rendere vivo il ricordo dell’incredibile lavoro fatto dagli abitanti e rivelare curiosità sulle loro tradizioni.

Campo di Westerbork: una pagina buia della storia 

Questo campo di reclusione ha ospitato oltre centomila olandesi durante la Seconda Guerra Mondiale. Oggi l’area accoglie un Centro della Memoria e un museo dove è possibile ammirare la collezione permanente che racconta le vicende e la storia del campo grazie alle testimonianze dei sopravvissuti.

La liberazione dei detenuti è avvenuta il 12 aprile del 1945 quando la fanteria canadese ha portato in salvo tutti coloro che si trovavano imprigionati. Dopo la chiusura del campo, la sede è stata sfruttata come base militare, solo nel 1970 è stato inaugurato il National Westerbork Memorial, monumento situato dove finisce la rete ferroviaria.

In mezzo al campo ancora oggi è possibile vedere uno dei vagoni utilizzati per il trasporto dei deportati. Un’altra installazione in memoria dei defunti è composta da 102.000 mattoni rossi che si trovano su una mappa dei Paesi Bassi. Questi rappresentano tutte le vittime deportate dal campo mai tornate a casa. La scelta rispetta la tradizione ebraica (sulle tombe vengono adagiati dei sassi e non dei fiori). Sull’estremità di ogni mattone si trova la stella di David per gli ebrei e una fiamma per i rom deportati.

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