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Rotterdam e Utrecht: pronto l’anticorpo che blocca il Coronavirus

In Olanda, precisamente grazie al lavoro dell’Erasmus University Medical Center di Rotterdam e dell’Utrecht University, è pronto l’anticorpo in grado di bloccare l’infezione da Coronavirus.

IN OLANDA SERRATA GENERALE PER L’EMERGENZA CORONAVIRUS

Una cura contro il Covid-19

Dieci scienziati, capeggiati dal professor Frank Grosveld, hanno reso disponibile su BioRxiv (sito internet in cui vengono pubblicate le ricerche) il lavoro sull’anticorpo per la SARS2, ovvero il virus che determina il nuovo COVID-19. Si tratta della prima tipologia di anticorpo attivo al mondo in grado di prevenire la diffusione di questa pandemia.

Il professor Frank Grosveld è uno dei più famosi biologi molecolari d’Olanda, capo del dipartimento di biologia cellulare all’Erasmus MC di Rotterdam. Questi ha spiegato nella rivista universitaria Erasmus Magazine “è il primo anticorpo che conosciamo che blocca l’infezione e ci sono buone probabilità che diventerà anche un farmaco che arriverà sul mercato”.

Tuttavia è bene sottolineare che lo stesso non è ancora stato testato sull’uomo, quindi ci vorranno almeno un paio di mesi per l’applicazione effettiva.

Un progetto per lo studio degli anticorpi

Il progetto non è nuovo e nasce grazie alla società Erasmus MC: Harbour Antibodies BV con sede principale a Rotterdam e sedi secondarie a Shangai e Boston. Il team lavora costantemente allo sviluppo di anticorpi che vengono impiegati per la cura dei tumori. Il lavoro è nato quindici anni fa per portare avanti le ricerche sugli anticorpi umani prodotti per contrastare antigeni.

Successivamente il laboratorio è diventato parte del progetto europeo ZAPI (Zoonoses Anticipation and Preparedness Initiative) per lavorare agli anticorpi contro Mers e Sars. Per questo motivo erano ancora disponibili anticorpi che reagivano alla Sars1, immediatamente impiegati per testare una risposta alla attuale Sars2, da qui la scoperta.

Sviluppi futuri e tempistiche per il nuovo farmaco

La fase attuale vede il team al lavoro, in accordo con una casa farmaceutica, per produrre l’anticorpo da utilizzare come medicina. Questo comunque dovrà essere prima testato e sviluppato. L’anticorpo, oltre ad essere una possibile cura, sarà anche perfetto per impostare un test più semplice che permetta di identificare immediatamente la presenza del virus.

Ci sono ottime potenzialità affinché questo diventi presto un farmaco, ma il professore è chiaro e modesto e definisce un’importante priorità ora il vaccino, per prevenire la diffusione dell’epidemia.

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